Blind Vision di Annalaura di Luggo

blindvisionBlind Vision di Annalaura di Luggo
a cura di Raisa Clavijo
Istituto Paolo Colosimo, via S.Teresa degli Scalzi, 36, Napoli

 

Conferenza stampa: 26 Aprile ore 11
Vernissage: 27 Aprile, dale ore 17 alle 23
Apertura al Pubblico: 1 – 31 Maggio 2017

 Giovedì 27 Aprile 2017, alle ore 17:00, nella sede dell’Istituto Paolo Colosimo per non vedenti e ipovedenti di Napoli, si terrà l’inaugurazione del progetto fotografico-performativo Blind Vision di Annalaura di Luggo, a cura di Raisa Clavijo, evento ufficiale del Maggio dei Monumenti di Napoli 2017.

L’artista ha lavorato con venti persone dell’U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e dell’Associazione Teatro Colosimo di Napoli per esplorare, attraverso approcci fisici e tattili, l’universo interiore di quegli individui che per percepire il mondo usano sensi alternativi alla vista. Le interazioni hanno ispirato il documentario Blind Vision, diretto da Nanni Zedda.

L’opera di Annalaura di Luggo si basa sul riconoscimento del valore dell’essere umano come “unico e irripetibile”, così come unico e irripetibile è il modo in cui ognuno di noi percepisce il mondo. Questa è una delle ragioni per cui ha scelto l’iride come protagonista delle sue fotografie. Ma il suo lavoro non si ferma alla macrofotografia di questo particolare anatomico; il tema principale del suo progetto Occh-IO/Eye-I, che ha presentato in giro per il mondo, è appunto la soggettività della percezione umana e l’unicità di ogni essere umano presente nell’iride che l’artista immortala con una macchina fotografica, da lei brevettata e costruita usando risorse tecniche della scienza oftalmologica.

La fotografia dell’iride è solo una parte del processo creativo di Annalaura di Luggo, e viene implementata dalle interazioni generate nel momento di catturare le immagini. L’artista stabilisce, infatti, uno scambio empatico con il suo soggetto attraverso un’intervista che permette di condividere punti di vista e opinioni su temi diversi, dalle esperienze di vita più intime a questioni universali. Allora, la fotografia dell’iride rimane come prova di quel momento di complicità e comunione tra due esseri umani (l’artista e il soggetto a cui l’occhio appartiene) lasciando una traccia unica e irripetibile come i suoi occhi.

Nel corso degli anni in cui ha sviluppato il progetto Occh-IO/Eye-I, Annalaura di Luggo ha avuto l’opportunità di relazionarsi con soggetti di vari livelli sociali, razze e culture: uomini d’affari, star del cinema, della televisione e del mondo dello spettacolo, intellettuali, studenti, scrittori, milionari, senzatetto, casalinghe, artisti, scienziati, vittime della tratta di esseri umani, immigrati, detenuti e persone diversamente abili.

L’artista commenta: “Blind Vision è un’importante tappa del mio percorso perché questa volta ho scelto di calarmi nella dimensione dei non vedenti, per cercare di capire cosa si provi ad avere il buio davanti. Il mio impegno in questo progetto si coniuga al desiderio di stimolare un’integrazione culturale e sociale dei non vedenti e alla mia generale propensione a sostenere una visione solidale.”

Non potendo condividere lo sguardo con i non vedenti, ho voluto un contatto fisico con loro e mano nella mano mi sono lasciata condurre in un viaggio emozionante che mi ha portato a comprendere il valore di percepire il mondo anche in maniera alternativa rispetto alla vista. Ho così deciso di realizzare delle opere che fossero in grado di raccontare il mio viaggio stimolando anche l’udito e il tatto.”

L’esperienza di Blind Vision si è poi materializzata nell’installazione multimediale, la mostra “A Journey of Light” e la scultura Essenza, pensata per essere percepita da persone con disabilità visive.

Queste interazioni hanno anche generato un ricco archivio di storie di vita, sentimenti e riflessioni su come la società percepisce le persone che soffrono di difficoltà visive. L’installazione multimediale Blind Vision conserva tracce di ogni partecipante al progetto e introduce lo spettatore all’esperienza del non vedere attraverso una rampa di scale in discesa che conduce in una stanza la cui architettura ricorda una grotta oscura, dove sono stati collocati 20 light box destinati a riprodurre la forma dell’iride di ognuno dei protagonisti. Seguendo un copione attentamente strutturato dall’artista e dal sound designer Paky Di Maio, ogni light box si illumina per qualche istante e narra, attraverso la voce di ogni soggetto, l’esperienza di affrontare un’avversità che, anziché penalizzante, si è rivelata fonte di forza e speranza. Come sottofondo sonoro dell’opera, Di Maio ha composto una musica generata dai suoni dell’ambiente in cui si sono verificati questi incontri, oltre ai suoni che quotidianamente percorrono l’Istituto Colosimo.

Annalaura commenta, “La scelta della realizzazione delle opere in un formato luminoso è stata quella di voler inondare il fruitore di una luce nuova, quella stessa luce che con grande meraviglia io stessa ho rilevato negli occhi e nell’anima delle persone non vedenti che ho incontrato. La luce è il “fil rouge” che ha accompagnato tutto il mio processo creativo ed è questa luce che vorrei possa “illuminare” le nostre menti verso una nuova consapevolezza di un mondo, non più lasciato all’oscuro. Tutto parte dal dal buio. E tutto alla fine diventa chiaro e nitido.”

 In una sala buia accanto all’installazione multimediale è esposta Essenza, la scultura, creata per essere percepita dai non vedenti prendendo a modello uno degli occhi fotografati a cui manca interamente la pupilla. “Ho escogitato un gioco semantico che trascina dall’elevatezza di una percezione alla cruenta constatazione della mancanza: “E’ senza”, racconta l’artista.

Un terzo progetto nato dalla magia di questi incontri è la mostra “A Journey of Light”, una raccolta di immagini scattate dal fotografo napoletano Sergio Siano come documentazione dei momenti in cui Annalaura interagiva con ognuno dei partecipanti al progetto. Questa selezione di foto raccoglie momenti in cui i protagonisti e l’artista danzano, si abbracciano, si tengono per mano, condividono una carezza, insegnano l’un l’altro a fare i massaggi e a leggere in Braille.

“Sei delle immagini di scena sono dettagli di mani che trasmettono l’eterogeneità della gente che ho incontrato, dal professionista in abito da lavoro, alla ragazzina con lo smalto sgargiante, al rapper con gli anelli. Le mani sono il punto focale di questa mostra perché l’approccio tattile è stato appunto un canale strategico di conoscenza con i non vedenti”, spiega Annalaura

La curatrice Raisa Clavijo commenta, “attraverso Blind Vision, Annalaura di Luggo continua la sua ricerca artistica che esplora la base del pensiero umano e di comportamento nella nostra società contemporanea. Il suo processo creativo utilizza la fotografia non solo come una risorsa per documentare la realtà, ma anche come strumento per sviluppare metafore visive. Blind Vision è un progetto di live art in cui l’opera d’arte non è solo video, scultura o fotografia, ma rappresenta il contatto tra l’artista e i partecipanti. La traccia residua di questi incontri non termina con loro, ma rimane immortalata per essere percepita da migliaia di spettatori in futuro. I suoi effetti si estendono nel tempo e continuano non solo a riprodursi, ma anche a cambiare e ad adattarsi al trascorrere della vita dei partecipanti.”

Blind Vision è stato realizzato con il patrocinio morale di Regione Campania, Comune di Napoli e Unione Italiana Ciechi onlus (Sezione Napoli), con il supporto dell’Associazione Teatro Colosimo e con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli. Per info mostra www.annalauradiluggo.com

Blind Vision include:

  • –  L’installazione multimediale Blind Vision di Annalaura di Luggo (sound design di Paky Di Maio, a cura di Raisa Clavijo);
  • –  “Essence”, l’opera d’arte tridimensionale tattile realizzata da Annalaura di Luggo per essere percepita dai non vedenti;
  • –  La mostra fotografica “A Journey of Light”, che raccoglie le immagini di scena del processo creativo dell’artista (foto di Sergio Siano, a cura di Raisa Clavijo);
  • –  Il documentario Blind Vision diretto da Nanni Zedda, sottotitolato in inglese, include una performance al piano di Ivan Dalia (link del teaser: https://youtu.be/ZlXcgYwm6YI ). Le proiezioni si svolgeranno presso il teatro barocco dell’Istituto Colosimo;
  • –  Il libro Blind Vision descrive il viaggio di Annalaura di Luggo con le persone con cui ha lavorato. Una sezione è dedicata alla storia dell’Istituto Colosimo dal 1916 ad oggi, (a cura di Raisa Clavijo, in italiano/inglese e in versione audiolibro).

 Press Preview: mercoledì 26 aprile, ore 11:00, Istituto Colosimo, via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli. Visita a Blind Vision, guidata dai ragazzi dell’Associazione Teatro Colosimo, e proiezione dell’omonimo documentario.
I giornalisti saranno invitati ad un Blind Cocktail (cocktail al buio) a cura di Eccellenze Campane servito dai ragazzi dell’Associazione Teatro Colosimo.

 Vernissage: giovedì 27 aprile, ore 17-23, Istituto Colosimo, via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli. Degustazione dei prodotti della “terra del buono” selezionati da Eccellenze Campane.
Ingresso gratuito, solo su invito e tour guidati. Ogni tour prevede la visita a Blind Vision, guidata dai ragazzi dell’Associazione Teatro Colosimo, e la proiezione dell’omonimo documentario.

Orari tours: 17:30 / 18:15 / 19:00 / 19:45 / 20:30 / 21:15

E’ richiesta la prenotazione.

 Blind Dinner (cena al buio): 28 aprile ore 20.00, Istituto Colosimo, via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli. Solo su invito fino a esaurimento disponibilità (50 posti). La cena, a cura di Eccellenze Campane, sarà servita dai ragazzi dell’Associazione Teatro Colosimo. E’ richiesta la prenotazione

Prenotazioni vernissage e Blind dinner: con scheda di adesione dal sito www.annalauradiluggo.com o adiluggoart@gmail.com o tel. 342 0848384

Partner ospitality per ospiti stranieri: Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel

 Apertura al pubblico: 1 Maggio – 31 Maggio 2017. Istituto Colosimo via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli. Ogni tour prevede la visita a Blind Vision, guidata dai ragazzi dell’Associazione Teatro Colosimo, e la proiezione dell’omonimo documentario.

Orari tours: dal lunedì al venerdì (mattina: gruppi prenotati e scuole; pomeriggio: orari tours 17/18); sabato orari tours (mattina: 10/11/12; pomeriggio: 16/17/18), domenica mattina: orari tours 10/11/12. E’ richiesta la prenotazione

Sono previste Blind Dinners (cene al buio) servite dai ragazzi dell’Associazione Teatro Colosimo (tutti i venerdì sera di maggio o programmazioni speciali: minimo 30 – massimo 50 persone. E’ richiesta la prenotazione 7 giorni prima.

Il 10 Maggio “Blind wine tasting” in collaborazione con Wine&Thecity – Visita guidata e degustazione con i sommelier dell’Ais Napoli. E’ richiesta la prenotazione

 Prenotazioni: adiluggoart@gmail.com o tel. 342 0848384

info points: Eccellenze Campane e Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel

 

Contatti

Ufficio Stampa:
SPAINI & PARTNERS www.spaini.it Guido Spaini +39 3498765866

+ 39 050 36042/310920

Annalaura di Luggo: www.annalauradiluggo.com
Facebook: Annalaura di Luggo Art Instagram: annalauradiluggo_artist Twitter: @annadilu adiluggoart@gmail.com – tel. 342 0848384

 

Biografia

 Annalaura di Luggo (1970) è nata a Napoli dove vive e lavora.

Le sue opere sono esposte in Italia e in gallerie a Miami, New York, Parigi, Beirut e San Paolo.

Mostre personali

 Napoli, Italia: “Blind Vision,” progetto multimediale curato da Raisa Clavijo, documentario diretto da Nanni Zedda. Istituto Paolo Colosimo per ciechi e ipovedenti di Napoli.

Roma, Italia: “Annalaura di Luggo: Opere Recenti”. Fabrique du Cinema, Ex Dogana,

New York, USA: “Occh-IO/Eye-I” show and shooting organizzato dalla scrittice e attivista Kerry Kennedy.

Castello Medioevale di Castellammare, Italia: “MOVIsion” Gala Cinema Fiction.

Genova, Italia: “Sea Visions, 7 punti di vista”. 56o Salone Nautico Internazionale di Genova.

Heidelberg, Germania: “Stimoli al Cambiamento”. Museo Università di Heidelberg.

Napoli, Italia: “Never Give Up. The Donation”, curata da Guido Cabib, mostra permanente. Carcere Minorile di Nisida,

Monte-Carlo, Principato di Monaco: “Occh-IO/Eye-I”, curata da Guido Cabib. Salle des Etoiles.

Miami, USA: “Occh-IO/Eye-I”, show and shooting. White Dot Gallery,

Milano, Italia: “Occh-IO/Eye-I”, show and shooting. Monte Paschi di Siena, Milano, Italia: “Occh-IO specchio dell’anima, un viaggio tra scienza e fede”, vernissage e convegno. Fondazione Le Stelline.

Milano, Italia: “Occh-IO/Eye-I”, curata da Guido Cabib. The Format Gallery.

Torino, Italia: “Never Give Up”, Special Project, curato da Guido Cabib. The Others Fair.

Mostre Collettive

New York, USA: Scope Art Fair, curata da Naif International Gallery.

Miami, USA: Art Basel Week, Scope Art Fair, curata da Naif International Gallery.

Boca Raton, Florida, USA: Art Boca Raton, “Percorsi”, curata da Raisa Clavijo.

Reggio Calabria, Italia: “Questa casa non è un albergo”, curata da Giuseppe Capparelli.